martedì 11 febbraio 2014

Tema: Amore fisico

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento


Non sono un esperto di fisica. Quando frequentavo le scuole medie facevo confusione tra fisica ed educazione fisica, talvolta ci spiegavano come sollevare il mondo con una leva, quindi era un fatto di muscoli, in altri casi come calcolare il tempo impiegato da un uovo a cadere dalla torre, e lì cominciavo a capirci meno. Noi ragazzini per i primi dieci giorni non facevamo altro che lanciare matite e sputi dal balcone della scuola, e ribaltare gli armadietti, poi intervenivano i grandi e ci mettevano in riga. 
Con il passare degli anni ho continuato a capirci poco, la fisica che studiavamo alle scuole superiori era una materia traslucida e viscida, una specie di gelatina gommosa che noi studenti non riuscivamo ad afferrare. Nessuno di noi ebbe la fortuna di conservarne almeno un poco nel suo bagaglio culturale, come si diceva allora. L’educazione fisica invece l’avevo già persa per strada all’esame di terza media, il giorno in cui saltai la cavallina e ci rimasi a cavallo.
Fisica, biofisica, patafisica, la scienza per me è sempre un po’ nebbiosa, ci sono molte cose che non ho mai afferrato. Per esempio, mi sono fatto un’idea tutta mia dell’atomo, l’ho sempre visto nelle immagini sui libri rappresentato come una pallina colorata, una pallina di plastica colorata, perfettamente lucidata, ne metti tante insieme e formi una molecola. La molecola è un grumo di palline, un mucchietto di palline di plastica colorata, alcune delle quali hanno una specie di calamita che attira, altre hanno un respingente che allontana. In questo modo, le molecole si uniscono tra loro in ammassi sempre più grandi e articolati. 

Ci sono casi in cui si verifica una situazione di caos, dove le une si accavallano alle altre, si compenetrano, si aprono, si abbracciano. Ma è solo caos apparente, perché nell’ora di religione, e questo me lo ricordo bene, ci dicevano che in natura tutto è regolato in modo perfetto. Si ha l’impressione che queste molecole siano state aggrovigliate frettolosamente dal caso, ma è l’amore che le spinge ad abbracciarsi nel modo giusto. Mille, centomila, un miliardo di grovigli come questi riescono finalmente a strutturarsi in una cellula, che è già qualcosa di più ordinato. Non è stato facile darsi delle regole, talvolta è necessario rendersi impopolari, ma alla fine ci si riesce. Se guardiamo bene adesso non c’è neanche bisogno del microscopio, perché sotto i nostri occhi c’è già del tessuto umido molliccio, fibre muscolari, vasi sanguigni, tendini e cartilagini. All’interno, altra materia si è organizzata diversamente, in ossa di vario tipo, misura e utilità. Tutto si assembla correttamente, nelle proporzioni esatte, si spianano le asperità, si collegano le giunture, si allineano le falangi. Sopra tutto questo mondo nascosto e profondo, si avvolge come un mantello la comitiva più fanatica e superficiale di tutte. I suoi componenti sono narcisisti e permalosi, arricciano il naso alla minima ruga, non tollerano imperfezioni, soprattutto i punti neri, che vengono schiacciati senza pietà non appena intercettati. D’inverno stanno al coperto, d’estate non fanno altro che prendere il sole e spalmarsi la crema abbronzante, poi si lamentano se si ritrovano raggrinziti a quarant’anni.
Io non capivo bene, quando ne sentivo parlare a scuola, da piccolo, che gli atomi e tutto il resto sono una cosa reale. Da ragazzino sogni tante cose per il tuo futuro e non puoi immaginare quello che la vita ti sta preparando. Quel mucchietto di palline colorate e aggrovigliate tra loro in modo così meravigliosamente perfetto, chi l’avrebbe detto, ha preso le sembianze della mia compagna, si è laureato in fisica e ogni giorno che passa cerca di convincermi che l’atomo non è una pallina colorata. Dice anche che le molecole, quelle sì che si abbracciano davvero, lo fanno spesso, proprio come due persone, si avvicinano, si strusciano, poi una allarga le braccia e l’altra si lascia accogliere. Se non è amore questo. 

Raimondo Quagliana

39 commenti:

  1. Questo pezzo di Raimondo è veramente incredibile, ci sono delle intuizioni che prendono spunto non soltanto dalla fisica ma anche da tutte quelle materie che hanno bisogno di un minimo di immaginazione (e tanta simpatia) per poter essere apprezzate.
    Il valore dei pezzi di Raimondo,secondo me, è nel punto interrogativo che aleggia su ogni frase e che è insieme dei dubbi della voce narrante stessa!
    Lo straniamento che Raimondo utilizza in tutti i suoi pezzi, l'allontanarsi da qualcosa (in questo caso prende le distanze non soltanto dalla fisica - affermando di non saperne nulla già alla prima frase - ma anche, allo stesso tempo, dal tema centrale della sezione), guardare le particelle e immaginarle come entità capaci di intuizioni, che si abbracciano e si stringono. Si parla di amore ma in altri termini e questi sono tutti punti a suo favore.
    Questo è il Raimondo di tanti altri pezzi, ha uno stile che non confonderei con altri.
    L'unico punto a sfavore (ma già te l'avevo detto), secondo me, sta nella parte finale. Secondo me è un quadro perfetto tranne per il fatto che poi l'alieno che si allontanava dalla fisica e dal linguaggio amoroso, ritorna alla base sistemando tutta la narrazione in una chiusura un po' "alla buona". Per me la descrizione delle molecole e degli atomi era già sufficiente a narrare l'amore tra due (o più), le palline/atomi metafora dei corpi che si stringono si abbracciano ecc. Secondo me sei stato un po' troppo esplicativo alla fine ma comparato al resto è nulla.
    hahahaha, questo Raimondo è grandioso.
    Emoticon infiammabile!

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    1. FO, tu hai due grandi plobblemi: finali e cornici! ahahahahahahha
      (fermarsi alla pallina colorata ci poteva pure stare, la frase finale potrebbe sembrare destinata ai non udenti, però Rai usa il verbo strusciare.. scelta saggia in un racconto che si innesta in una sezione cardiopatica)
      Giorgio D'Amato

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    2. GD secondo me i problemi li hai tu con finali e cornici (ieri la vedevi tu la cornice castrante nel mio, non io), io mi sono limitato a dire che questo racconto era già perfetto senza la parte finale (che poi abbia usato il verbo strusciare piuttosto che un altro ok, contento tu). Tutto ciò che viene dopo la narrazione delle palline colorate/atomi/persone per me è in più.
      Ora, per favore, vatti a strusciare la lingua contro una pala di fichi d'India..

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    3. correndo il rischio di inimicarmi un coltivatore? ahhahahahhahaa
      (torno in officina, il ns meccanico deve carteggiare delle puleggie)
      GD

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    4. Voi due siete assolutamente incorregibili: ce la finite!
      FO, tu scrivi ciò che vuoi e come vuoi e tu, GD, vatti a strusciare la lingua contro una pala di fichi d'India come ti ha consigliato FO, e stai tranquillo che il coltivatore non ti dirà nulla perché gli preparerai i cosiddetti "bastarduna", cioè i fichi d'India senza spine.
      L.I.

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  2. Di fronte agli oggetti indefinibili la retorica propone traslazioni di significato. E Raimondo allora parte da lontano, lontanissimo, laddove può sussurrare di essere agli antipodi. E poi si avvicina, quatto quatto, Raimondo è un geco che sa aspettare il momento giusto - scrittura lungimirante la sua -, guarda alla meta ma se la piglia comoda, gira attorno alla farfalla, per comodità la chiamerei Rosetta, un'insettina niente male che quando la incontri non ti abbraccia, ti strizza (io Rosetta la clonerei e ne metterei una in tutti i posti tristi), ma non perdiamo di vista lui, non è un geco affamato che non vede l'ora di consumare il pasto, se la piglia tranquilla e intanto emette degli urletti gentili, ti parla di cose che sembrano strane - solo dopo un po' ti accorgi che stava ricamando sulla normalità -, e Rosetta è lì che aspetta alla fine del racconto (Raimondo, dove sei? dice ogni tanto), lui se la prende comoda perchè ha mille cose apparentemente banali da raccontarti, tutte ben legate come i legami chimici, nella natura non c'è un atomo in più, la concatenazione è perfetta, così sono i racconti di Raimondo, privi di sbavature, ogni scrittore è un po' creatore, ma c'è chi si sbriga in tre o quattro giorni e chi invece i sette giorni se li prende tutti, Rosetta infatti arriva di domenica - non c'è pervenuto se Leopardi l'abbia conosciuta, ma la ragazza dei fiori potrebbe essere lei -, e così Raimondo passettino dopo passettino si avvicina al suo finale, con leggere accelerazioni, con una forza di convicimento che non lascia spazio al lettore che si ritrova avvinghiato in un serpentone di parole tutte belle che con le squame non hanno nulla da spartire. E quando ha capito che è arrivato il momento, Raimondo geco si scaraventa su Rosetta farfalletta, però i finali di Raimondo sono sempre lieti, una farfalla masticata non ci potrebbe mai stare in un suo racconto. Ecco che Geco e Farfalla decidono di andare al ristorante, lei ordinerà rughetta lui invece addome di zanzara.
    (ma quanto mi piace Raimondo, quanto?)
    Giorgio D'Amato

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    1. Questo commento mi dona proprio, grazie GD, la farfalletta non vedrà l'ora di strizzarti. (emoticon dei muri)

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    2. Questo commento mi piace, mi piace mi piace. E' un Giorgio D'Amato amoroso, affettuoso, che coccola. E lovorremmo sempre così

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    3. Cla, con te sarò sempre Giorgio Muriatico! ahahahaha
      gd

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    4. Muriatico ma il tuo post sull'amorevolezza non decolla? Non è difficile capire perchè

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    5. Cla, arriverà, arriverà!
      GD

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  3. Grazie Federico, hai ragione, anche a me questo pezzo è piaciuto, forse in chiusura può sembrare un po' banale, ma Rosetta dove la mettiamo (emoticon interrogativo), in fondo si tratta di un tema sull'amore, che dici, mi faccio buttare fuori di casa? eheh. Ciao.
    (emoticon d'amore)

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    1. Ahahahaha, ma Rosetta era già all'interno di tutto il racconto, da quando hai parlato di fisica (dalla prima frase insomma)! ahahah, certo io non ti ho descritto come un geco e Rosetta come una farfalletta però questo racconto mi è piaciuto molto.
      Non ho detto banale per la chiusura, sia chiaro, ho detto esplicativo (ma come ti ho detto prima, non ce n'era bisogno!)

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  4. Raimondo questo è il pezzo più bello in assoluto che io abbia mai letto in questa sez. (non me ne voglia nessuno), in questo blog (non me ne vogliano i maestri) e di gran parte di tutto ciò che ho letto finora (non me ne vogliano i miei autori preferiti Fallaci e altri) è il migliore, ovviamente, tra tutti gli scritti che ho letto di te. Non ho monitorato la scrittura, ma solo l'assemblaggio della fantasia, della genialità, del senso logico della vita e tante altre cose che ho provato leggendo, ma che non riesco a descrivere.

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    1. Jole, concordo.
      Io adoro Raimondo.
      GD

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    2. grazie, e io mi squaglio.

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    3. poichè fiumi di inchiostro sono stati versati anch'io concordo su quanto detto da Jole, aggiungendo appena un elemento che mi colpisce di Raimondo e cioè quella sua apparente svagatezza, la leggerezza che in realtà è elemento insondabile che egli trasfonde a chi si avvicina ai suoi scritti. Per me Raimondo non esiste è un personaggio dei fumetti (emoticon marvelliana).

      Adele

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    4. Ehi ma come! ci siamo visti al Lab, Adele, rientra in te!
      Ciao e grazie di avermi scambiato per Ratman.

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    5. Ahahah, rientro subito nel mio corpo, mi stavo scomponendo in tante molecole, anch'io di fisica non ci capisco un'acca.

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  5. Il pezzo è proprio bello e sottoscrivo ogni parola della descrizione che ne ha dato GD. Il finale ci sta tutto, proprio perché ci sia arriva da lontano, ma così naturalmente! Apri delle finestre su tanti mondi ma alla fine ci porti dove vuoi tu... Complimentissimi Raimondo!!!

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    1. grazie, pensare che non pensavo di raggiungere tali vette, proprio io che soffro di vertigini. (emoticon d'amore)

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  6. E siccome RAI non è su FB, riferisco i complimentoni di due amici miei, Lux e Emanuele (Eman mi dice che non pensava che tu fossi così bravo).
    GD

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    1. Ringrazia i tuoi amici, visto che non c'è bisogno di esserci su FB?

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  7. Raimondo Giorgio ha detto tutto. Ti ha coccolato, amato, portato agli onori degli altari. A me che resta da dire, che questa Rosetta così fisica, ha la leggerezza tra le tue mani di una favola che ci racconta di piccoli atomi che si amano...Leggenda.
    E tu sei un mito!

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    1. Cara CLA, l'immagine di Giorgio che mi coccola mi inquieta non poco. Preferisco la mia Rosetta, ma che lo dico a fare? Grazie, a presto. (emoticon atomicon)

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  8. nella scrittura di Quagliana c'è tutto un mondo, un raimondo :) fatto ormai di elementi riconoscibili e di uno stile preciso in cui la storia interseca elementi biografici in grado di accomunare esperienze di tutti e per questo ancora più piacevole e coinvolgente

    E=mc2.... (Emoticon=Mi Convince al quadrato)
    Gianluca Meis

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    1. Caro prof. Meistein, la sua formula così fatta mi aggrada molto, la propongo come nuova forma di emoticon. Mi piace il fatto di essere riconoscibile, non costa alcuno sforzo emulativo e a quanto pare rende bene.
      Grazie. (emoticon spaziotemporale)

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    1. Grazie Anna, ciao. (emoticon atomicon)

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  10. Giovanna Giuliano
    l'amore fisico anche per quelli che di fisica c'hanno sempre capito poco o nulla

    (prendo da FB)
    GD

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    1. L'amore fisico vale per tutti, è ad ampio spettro, è giusto che tutti lo sappiano.
      (emoticon superquark).

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  11. Bello e coinvolgente. Soprattutto originale. Piacerebbe a Vito Mancuso per il concetto di armonia universale. Proprio simpatico Quagliana.
    Maria luisa florio

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    1. Non ambisco a tematiche così profonde, mi fa piacere che il mio pezzo possa piacere anche a lui. Grazie. (emoticon dell'amore)

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  12. Raimondo, che post!
    Io amo la fisica, ma è la prima volta che ne leggo in codesto modo: intuitivamente semplice e meravigliosamente poetico.
    Ma grazie davvero.
    Emoticon dell'abbraccio molecolare.
    L.I.

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    1. Grazie a te Lucia. (emoticon atomicon)

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  13. Non riesco a smettere di ridere pensando a te che salti la cavallina e ci rimani a cavallo.....ahah! È stato lì che hai scoperto di avere un ginocchio?
    Trovo questo brano geniale, e poi " l'amore fisico" è il mio preferito...-:)) -io non ho mai nutrito particolare simpatia per Platone. L'amore che spinge le molecole ad unirsi potrebbe essere una nuova teoria sulla creazione.
    Bravo Raimondo!

    Nina

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    1. La cavallina è successo veramente. L'amore, tutti dicono che ci vuole il fisico, io dico che certe volte ci vuole anche il grafico. Grazie ciao (emoticon d'amore).

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