giovedì 13 febbraio 2014

Tema: Amore e morte

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi sono innamorata di te perché non parlavi mai.  E nel tuo non parlare, mi governavi.  E sotto il tuo dominio, ho costruito archi e pietre per nascondermi dalla tua onnipresenza.  Notte e giorno. Giorno e notte. E poi, sotto le forze incrociate della volontà e dell’azione, ho visto scorrere il tempo nomade dell’esperienza.  E non mi sono accorta che quella forza imperativa corrodeva la mia libertà,  così alla fine mi sono sgretolata nell’onda sismica della negazione. 
Quanti secoli di esistenza primordiale, hanno pulsato alle mie tempie, prima che io potessi sollevare il mio sguardo verso la tua ipnosi. Era la tua magia e la mia malia. Tu ineluttabile forza, io corpo in caduta libera. 
Ma tu, imperturbabile, continuavi a non parlare e io sempre più ansiosa me ne andavo al patibolo. Prima dell’esecuzione, abbiamo scambiato lentissime privazioni dentro lacrime segrete e sonetti perfetti.
Un colpo secco e poi me ne sono andata con le mie suole di vento verso Nord. Dentro un edificio gotico e cercare un’ipotesi di vita nuova.


Quello sguardo lancinante che mi aveva generata dentro una bufera battesimale di sperma e sangue, era diventato una perfetta cornice di abiura.
A volte si muore per diventare migliori. A volte si ama per paura della morte. Eros e Thanatos. Sempre la stessa storia. A volte si scrive per scardinare questa follia.


Bea Ary

28 commenti:

  1. Bea non vorrei sbagliare ma quell'amore paterno che ha generato e quello sguardo lancinante che ha messo il bavaglio, che ha sgretolato fino alla negazione, quel padre che non ha parlato...
    Questo amore che va reciso, perchè è la vita stessa l'amore e non può convivere con la morte,
    Questo urlo stesso è amore.
    Questo scritto stupendo è un urlo nella notte per rinascere. E vivere. Bravissima. Braverrima come direbbe ANna. Un bacio

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    1. Clotilde, hai messo a fuoco la mia scrittura meglio di me.
      Grazie di cuore :-)

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  2. Bea è scrittura che penetra, che strega. Stai parlando a Dio un amore mai corrisposto a parole un amore che lacera come il silenzio. Mi piace il tuo. modo di scrivere, molto. Avverto. l'elogio della parola e per me la parola è sacra.

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    1. Adele, quando ti leggo provo la stessa cosa. Sento la tua ricerca e la tua passione per la poesia in senso lato.E sei bravissima.
      La scrittura per me è anche indagine, cura, ipnosi. Con le parole lotto, a volte le odio con tutta me stessa...poi dopo averle fatte a pezzi, quasi annegando, mi ci aggrappo come fossero l'ultima zattera alla deriva dei sensi.
      Insomma ho un rapporto complicato con la mia musa...a volte è la mia amante segreta.La maltratto e la trascuro...poi, lei, quando meno me l'aspetto, arriva e mi rende la sua schiava finché non sono riuscita a liberarmene di nuovo.
      Quello che cerco di evitare è il bello scrivere fine a se stesso.
      Odio l'autocompiacimento.
      Grazie per il commento!

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    2. Bea, questa risposta è anche più bella del post (bellissimo) con cui mi hai incantata! condivido il rapporto folle con le parole, streghe e fate del nostro viaggio notturno
      pat

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  3. Che meraviglia, Bea!

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  4. Il rapporto padre-figlio... anche per me è stato un argomento fatto di silenzio, però non sempre le parole servono, la comunicazione si realizza nell'essere molto simili, nell'avere le stesse passioni, gli stessi impulsi irrazionali, gli stessi difetti - il mio non sopportava la cantante Milly, che ridere, gliene diceva di tutti i colori. Io la cercavo tra primo e secondo canale e quando la beccavo mi divertivo a vedere come la insultava.
    Milly era una specie di esistenzialista, sempre in nero, non so chi gli ricordava. Forse sua sorella - non sopportava neanche quella... ahahaha, sul rapporto padre figlio c'è sempre da scrivere tanto, la narrazione più complicata.
    Giorgio D'Amato

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    1. Grazie Giorgio. E' interessante leggere come tutti leggiate qualcosa di diverso.

      Io in questo pezzo dialogo soprattutto con la morte - intesa come forza annientatrice - che si prende tutto, anche l'amore più forte, anche la scrittura più bella e intensa. Ma cerco anche di trasmettere l'estasi quasi mistica che questa consapevolezza può generare.

      E poi cerco di descrivere la rivolta interiore, questa sì contro la legge più forte alla quale dobbiamo tutti sottostare.

      A volte il silenzio può uccidere, a volte può nascondere un mondo di parole mai dette o imposte, parole alle quali ci ribelliamo fino a ucciderle...sì forse le parole del padre...parole e dogmi che aspettano solo di essere seppelliti e inondati di lacrime per poter rinascere.

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  5. Cara Bea, questo amore che descrivi è per me lancinante come fosse ieri, oggi, adesso. Tu sai quanto per me sia importante questo argomento e quanto ne ho parlato e scritto. Ma ora, letto in questa forma così poetica, assume uno spessore nuovo. Grazie! Mi hai emozionata.

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    1. Ti ringrazio Cetta. Sono commossa. Davvero.
      Scriviamo per non morire anche.
      Un abbraccio

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  6. "A volte si muore per diventare migliori. A volte si ama per paura della morte. Eros e Thanatos. Sempre la stessa storia. A volte si scrive per scardinare questa follia."
    E' notevole e apprezzabilissima la tua ricerca della parola per parlare di Amore e Morte: due facce di una stessa medaglia secondo me.
    Chissà perchè l'ultima frase mi riporta al Foscolo e alla sua concezione meccanicistica dell'universo, in cui afferma che non esiste la vita eterna di un'anima che l'uomo non ha, ma che esiste un'eternità nel ricordo di coloro che ancora vivono e in ciò che lasciamo scritto.
    Una Brava Bea che non si smentisce.
    L.I.
    Brava Bea

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    1. Lucia, adoro Foscolo e Leopardi.
      In effetti tutto il post ruota intorno a scrittura e morte.
      Scrivere della morte è l'unica cosa che possiamo fare per esorcizzarla...
      L'assenza di parole a volte è solo una morte tra una vita e l'altra.
      O viceversa, la scrittura è una penisola dentro la morte.
      Grazie per il commento e per la condivisione.
      :-)

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  7. Cara Bea,
    mi ha colpito molto l'uso del verbo governare. Anch'io per un attimo ho pensato che stessi parlando dell'amore per un padre periferico e assente. Forse è così, sai tu cosa ti guidasse, ma andando oltre ho avuto l'impressione che tutto si dilatasse, e il padre è diventato il Padre, il Divino, il rapporto dell'Uomo con il Sacro o meglio con il suo bisogno di mettersi in relazione con il Sacro, le contraddizioni, le frustrazioni, la doppia chiave di anima e corpo che apre (o racchiude) il senso della nostra esistenza. Bea, in poche righe, e con una parola poetica di vigorosa bellezza, hai fatto un trattato di storia delle religioni, dalla costruzione dei templi al martirio, con il capo rivolto verso un Amore anelato e mai raggiunto. Hai ragione, Bea, è sempre la stessa storia. E proviamo a scriverla ogni volta per metterci di fronte a tutta la sua insensatezza. Ma ne viene fuori solo l'ennesimo elogio della follia.
    pat

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    1. Grazie Pat! Sono felice che ti sia piaciuto e grazie per il bel commento!

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  8. Sarò sincera, il brano riflette parecchio il mio presente..Sono ancora frastornata per questo e la rileggerò per la terza volta perchè dice molto oltre le parole....
    La frase più bella per me è "A volte si muore per diventare migliori"..E' una scelta così scomoda e dolora che non tutti sanno cosa vuol dire.."A volte si ama per paura della morte"..non tutti lo riconoscono..
    Hai un modo di scrivere stupendo!! Profondo e ricercato, ..ritmato e passionale.. Credo che conserverò questò brano così bello per leggerlo ongi volta che ne avrò voglia!!! Complimenti! Complimenti! Complimenti!! :)

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    1. Grazie cara - penso di sapere chi sei - ma poco importa di fronte a parole così belle e sincere.
      Sono colpita dalla tua passione e ti ringrazio per i complimenti.
      Sarò felice di essere dentro qualche silenzio pensoso della tua esistenza quando mi rileggerai in una stanza tutta per te...
      Io, dal canto mio, custodirò le tue parole, con tutta l'emozione che mi comunicano, come una vibrazione fortissima e per me importante.
      A presto spero!

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    2. Non so cosa il mio pezzo riverberi nel tuo presente, ma ti sono vicina col cuore
      :-)

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  9. Ara, riesci ancora a sorprendermi dopo tanti anni. A mostrare qualcosa che non ci si aspetta e che quando arriva riempie di senso! Quando ti dico che sei brava se fai ancora storie ti schiaffeggio! :))
    Meis

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    1. Grazie Meis :-)
      Il fatto è che mi sorprendo anch'io. Per me la scrittura, come la vita, è mistero.
      Mi sa che d'ora in poi mi conviene stare buona buona...sto scatenando istinti belluini!
      La Maestra ha preso il frustino, aiutoooo!

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  10. Wow, Bea!
    Quante delicatezza che nasconde potenza!

    COmplimenti!

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  11. Ara, che dire? Scrivi cose dolorosamente vere con intensità e poesia...serve che dica che mi ci ritrovo? pure il destino ci ha messe in successione!! Brava! Francesca F.

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    1. Compagne di banco e di merende! Ne combineremo delle belle! Sono felice che ci sia anche tu! Grazie per il bel commento!

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  12. Ho letto, molto dolore e voglia di essere amati. A volte la negazione di sé è l'unico modo in cui si crede di far piacere all'altro. Io non esisto più, esisti solo tu e mi governi. Per questo si fugge, è preferibile morire e rinascere altrove. Fuggire con le proprie suole da un padre o chiunque altro. Una scrittura fantastica.

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    1. Adelaide, la tua analisi è perfetta. Non aggiungerei altro. Grazie!

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  13. "...poi me ne sono andata con le mie suole di vento verso Nord ..."
    Magnifico.
    Cammino con te
    Cristina @coseinvisibili

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    1. Sono le suole di vento che muovono la terra.
      Bello incontrasi e scambiare un po' di polvere anche qui!
      Grazie Cristina!

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